Teatro Manzoni - 18 dicembre 2004 Il Lago dei Cigni - Carlo Coccia
TEATRO MANZONI 18 dicembre 2004 - ore 21,00 IL LAGO DEI CIGNI
Orchestra lirico-sinfonica Carlo Coccia di Novara Diretto da Vladimir Vogorab Coreografie di Marius Pepita, Lev Ivanov Musiche di Ciaikovskij Balletto di Mosca
Il Lago dei cigni (Lebedinoe ozero), il primo balletto di Cajkovskij, fu realizzato su commissione di Vladimir Begicev, sovrintendente del Teatro Imperiale di Mosca, nel 1875 per essere rappresentato il 4 marzo 1877 al teatro Bol’soj della capitale russa.
La coreografia di Ijly Reisinger conteneva tagli e manomissioni inverosimili alla partitura; l’allestimento misero, i ballerini di scarsa personalità e il disegno coreografico povero di idee, nonché la mediocre esecuzione dell’orchestra, fecero del balletto un fiasco completo: tuttavia il balletto venne rappresentato nei sei anni successivi ben quarantuno volte.
Dobbiamo aspettare il 1895, dopo la scomparsa del compositore, per ottenere quel trionfo che da allora si è sempre rinnovato: grazie alla coreografia di Marius Petipa (che si era occupato anche degli altri due balletti, La bella addormentata e Lo schiaccianoci) e di Lev Ivanov, il Lago dei cigni divenne il balletto più noto al mondo intero.
Il libretto, scritto dallo stesso Begicev insieme al ballerino Vasilij F. Geltzer, è basato su una antica fiaba tedesca, Der geraubte Schleier (Il velo rubato), secondo il racconto di Jophann Karl August Musäus. Cajkovskij aveva composto la musica del balletto diversi anni prima, per intrattenere i figli di sua sorella Sasha, sposata con Le Davidov e stabilitasi a Kamenka (Ucraina) – dove il compositore era solito trascorrere le vacanze.
Il Lago dei cigni racconta la storia del giovane principe Sigfrido, che si innamora di Odette, la Regina dei Cigni, una donna che di giorno si trasforma in cigno a causa di un incantesimo operato da uno stregone. Odette spiega che è destinata a rimanere nelle sembianze di questa creatura, finché non verrà salvata dall’amore eterno di un uomo. Incantato dalla sua bellezza, il Principe promette il suo eterno amore ottenendo la fine dell’incantesimo – ma in seguito, durante la festa in onore del suo ventunesimo compleanno, viene ingannato dallo stregone Von Rothbart a dichiarare il suo amore ad Odile, una gemella malvagia di Odette che ne aveva assunto le sembianze.
Sigfrido invita Odile a danzare con lui ma l’atmosfera si oscura improvvisamente: da un archivolto del castello si ha un rapido colpo d’occhio di Odette, trasformata in cigno. Compreso il suo inavvertito tradimento, il Principe si precipita al lago: Odette, dal cuore spezzato da quello che crede sia il tradimento del principe, cerca conforto tra le braccia delle sue compagne in riva al lago. Raggiunta Odette, Sigfrido ne scongiura il perdono ma la fanciulla muore di crepacuore nelle sue braccia.
Dal lago si alza un’ondata e quando la scena, alla fine, si calma si scorgono in lontananza i cigni nuotare tranquilli sulla superficie delle acque. Nel finale il tema del cigno ritorna in toni ostinati e veloci, scende poi nel turbinio dell'orchestra intera per esserne stravolto, è l'amore di Sigfrido morto insieme alla bella Odette.
L'ineluttabile destino è compiuto: improvvisamente l'orchestra tace e lascia protagonista l'arpa e gli archi, che terminano il balletto in un'atmosfera fatale e chiudono magistralmente la vicenda amorosa. C'erano profonde radici psicologiche e fisiologiche per la visione del mondo tragica ed intensamente personale di Cajkovskij, per la sua disarmonia spirituale.
Senza la conoscienza di quest'aspetto della vita del compositore è impossibile determinare l'origine di quell'angosciosa, trepidante ricerca della felicità irraggiungibile che caratterizza la sua trattazione musicale dell'amore. Nessun altro compositore dà ai suoi sentimenti tale espressione sublime.
Orchestra Sinfonica Carlo Coccia
L’Orchestra Sinfonica Carlo Coccia, fondata nel 1994, è oggi una prestigiosa realtà musicale ; la presenza sempre più assidua in importanti Stagioni Concertistiche la rendono un punto di riferimento della vita musicale italiana e la collaborazione con importanti direttori e solisti ne conferma la crescita artistica.
Fin dal suo esordio ha ricevuto unanimi consensi collaborando con direttori come Janos Acs, Bruno Aprea, Renato Beretta, Massimiliano Caldi, Fabrizio Carminati, Fabrizio Dorsi, Giuseppe Garbarino, Paolo Gatto, Marcello Rota, Diego Fasolis, Gianpaolo Sanzogno, Alessandro Sangiorgi, Hubert Stuppner, Aldo Tarchetti e solisti quali Cecilia Gasdia, Jeffrey Swann, Simone Pedroni, Marco Rizzi, Danilo Rossi.
Dal 1999 l’orchestra ha intrapreso una fattiva collaborazione con l’Associazione Coro Filarmonico del Teatro alla Scala effettuando un ciclo di concerti nelle principali città italiane, diretti da Roberto Gabbiani. L’Orchestra Carlo Coccia ha affiancato il Balletto della Scala per la serata inaugurale del Teatro Alfieri di Asti nel giugno 2002.
Il repertorio dell’orchestra spazia dal classicismo di W.A.Mozart fino al grande sinfonismo romantico, non trascurando la musica del novecento: in quest’ambito è da segnalare la tournèe con il programma dedicato a G.Gershwin e la partecipazione del pianista Jeffrey Swann, l’esecuzione della Ballata per orchestra di Renato Grisoni in prima esecuzione italiana e la prima esecuzione pubblica del Tema con Variazioni di Guido Cantelli.Grande interesse ha suscitato l’esecuzione del programma “La chançon francaise da Edit Piaf a Charles Aznavour” eseguito con Milva e con gli arrangiamenti di Hubert Stuppner.
La discografia dell’orchestra comprende la V Sinfonia e la Suite dal Lago dei Cigni di P.I.Caikovskij con la direzione di Paolo Gatto, il Concerto per Violino di F.Mendelssohn, solista Marco Rizzi, e la Sinfonia n.104 di J.Haydn diretti da Massimiliano Caldi, la Cantata “Adiemus Songs of Sanctuary” di Karl Jenkins diretta da Paolo Beretta , l’Oratorio “Il Giudizio Universale” di Lorenzo Perosi con la direzione di Arturo Sacchetti per l’editore Bongiovanni e l’Oratorio “Israele in Egitto” di G.F.Haendel diretto da Renato Beretta; ultima produzione il recentissimo DVD con “Pierino e il lupo”, voce recitante di Massimo Boldi con la direzione di Fabrizio Dorsi.
Parallelamente all’attività sinfonica l’orchestra svolge un’intensa attività in campo operistico partecipando alla Stagione Lirica del Teatro Coccia di Novara dal 1994 ; lunga la serie di produzioni, tra cui La Traviata, Rigoletto, L’Italiana in Algeri, Il Trovatore, Madama Butterfly, Il Barbiere di Siviglia, Nabucco, Lucia di Lammermoor, Macbeth, Manon Lescaut, La Figlia del Reggimento, Carmen, Don Pasquale, Bohème e, non ultima, Norma eseguita in Piazza dei Signori a Vicenza nell’estate 2001.
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